(Adnkronos) – Nel corso del Consiglio federale della Lega, il segretario Matteo Salvini e i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno rassegnato le proprie dimissioni. Un passaggio “già da tempo concordato e previsto” – fa sapere il partito – e soprattutto “necessario” in vista del Congresso straordinario del 24 e 25 ottobre.
Fino ad allora il compito di amministrare il partito è stato assegnato al tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario.
“Ho scelto di dotare la Lega di una segreteria politica, per condividere onori e oneri, sicuramente aggiorneremo anche il simbolo, perché il mondo cambia e la Lega corre siamo orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro”, ha annunciato Salvini, in un punto stampa in via Bellerio al termine del consiglio federale in cui è stato approvato il regolamento per il congresso straordinario. “Abbiamo fissato la data del congresso della lega il 24 e 25 ottobre. La Lega è un partito che esiste con più di 1000 sezioni, con 500 sindaci con decine di migliaia di iscritti e di militanti, di volontari simpatizzanti quindi saranno due giorni di confronto, di ragionamento e di idee in un mondo che cambia, basta guardare Trump cosa decide dalla sera alla mattina le guerre in corso e quindi c’è bisogno di una Lega presente, unita, reattiva, di lotta e di governo, leale, ma non seconda nessuno”, ha detto Salvini, dicendosi “ben contento” del federale di oggi.
“Non ci sono dissidenti” nel Carroccio e la definizione di ‘nordisti’ è “una categoria dello spirito, io sono nordista, ho fatto la tessera della Lega Lombarda nel 1990”, ha poi aggiunto. Al Congresso “mi aspetto idee e proposte, se qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui. Il Congresso è aperto, ci sono persone che chiedono di venire da tutta Italia, ci sono persone che si faranno 800 chilometri per venire ad ascoltare e intervenire e quindi mi auguro che ci sia gente che porta idee e porta proposte, magari alcune di queste proposte sono anche utili”, ha aggiunto.
“Io – ha detto Salvini – mi aspetto un bel congresso”. La stampa ha “scritto per due mesi che Pontida sarebbe stato un disastro, un flop, un vuoto, uno scontro: è stata una bellissima giornata. Conto che anche il congresso porti tante idee e tanti contributi e vengano tutti quelli che hanno qualcosa da dire e da dare. Mi aspetto dei documenti da parte di tutti”.
La Lega si prepara quindi al Congresso straordinario del 24-25 ottobre all’Allianz MiCo Arena di Milano, chiamata all’elezione del segretario federale e alla definizione della linea politica e programmatica del movimento guidato da Salvini. Prima tappa di avvicinamento alle assise è il Consiglio federale convocato nel pomeriggio, dalle 15, in via Bellerio, che ha approvato il nuovo regolamento congressuale, dopo un’ora di confronto. Ed ecco la novità: il testo, (17 articoli contenuti in 5 paginette), che l’Adnkronos ha potuto visionare, prevede il voto palese per tutte le mozioni e gli atti di indirizzo, una mossa che potrebbe mettere al sicuro il leader da eventuali tentazioni frondiste, a partire dalle richieste del cosiddetto fronte del Nord, che potrebbe chiedere al congresso un maggior impegno per le regioni settentrionali, chiedendo la ‘correzione’ delle linea ‘nazionale’ del leader Salvini. Testi che non potranno quindi essere approvati (o respinti) con il voto segreto e che dovranno essere prima della stessa votazione approvati dalla “Commissione statuto e regolamenti”.
La ‘premessa’ del regolamento, intanto, fissa alcuni ‘paletti’ sul modus partecipandi dei delegati: i “delegati elettivi, nel numero di 400 (quattrocento) stabilito dal Consiglio Federale nella seduta del 21 settembre 2026, fatto salvo l’esaurimento della graduatoria di ciascuna Regione, sono suddivisi come da metodologia e risultanza utilizzata per il Congresso Federale tenutosi in data 5 e 6 aprile 2025, stabiliti dallo statuto federale”. Lo ‘Straordinario’ è convocato per sabato 24 alle 13 in prima convocazione e alle 14 in seconda, e prosegue anche la domenica, a partire dalle 10.
All’ordine del giorno, ex articolo 3, ci sono tre punti: ‘l’elezione del segretario federale’; ‘eventuali modifiche dello statuto’ e l’approvazione di atti di indirizzo’. Per “la candidatura a Segretario Federale dovrà essere allegato il programma e le firme a sostegno della candidatura in un numero compreso tra un minimo di 80 (ottanta) e un numero massimo di 120 (centoventi) firme di Congressisti, iscritti in almeno 4 (quattro) regioni” (Art.14). Per il voto, si legge ancora nel successivo art. 15, si spiega che “nel caso in cui sia stata depositata una sola candidatura a Segretario Federale, il Presidente del Congresso può prevedere, per tale elezione, il voto palese”. Anche le eventuali proposte emendative allo Statuto “dovranno essere sottoscritte da non meno di 80 (ottanta) Congressisti, iscritti in almeno 4 (quattro) Regioni diverse, e depositati almeno 72 (settantadue) ore prima dell’orario previsto per la prima convocazione, mediante consegna diretta alla Segreteria Organizzativa Federale”. Le proposte che arriveranno al congresso dovranno essere votate per alzata di mano. Infine per gli atti di indirizzo, bisogna arrivare all’articolo 9, comma 1, per capire la strategia che di fatto ‘spunterebbe le armi’ al cosiddetto fronte del Nord: “tutti gli atti d’indirizzo, purché dattiloscritti e sottoscritti” nella stessa modalità indicata per segretario e statuto, “devono essere depositati, in un unico documento di contenuto omogeneo, almeno 72 (settantadue) ore prima dell’orario previsto per la prima convocazione presso la Segreteria Organizzativa Federale”. Inoltre, viene specificato, il voto per modifiche allo statuto e atti di indirizzo non viene previsto in forma segreta, ovvero “approvato con la maggioranza assoluta dei congressisti votanti con voto palese per alzata di mano”.
Ex articolo 2, possono partecipare al Congresso “con diritto di parola e di voto, purché in regola con il tesseramento di socio ordinario militante”: il segretario federale; i membri del Consiglio Federale; i segretari regionali; i segretari provinciali delle articolazioni territoriali regionali; i parlamentari; i membri di governo nazionale o regionale; i consiglieri regionali; i presidenti di provincia; i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia o delle aree metropolitane; i delegati espressi dai Congressi regionali delle rispettive articolazioni territoriali regionali”.
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