Spes Academy, startup per impedire a IA di prendere sopravvento in settori strategici

Una startup che protegge la responsabilità umana nei processi decisionali del Paese dagli “automatismi opachi dell’IA”. Fondazione Aises-Spes Academy ha dato vita a ConnectED Mind, una realtà che ha il compito di “proteggere la sovranità cognitiva del Paese, impedendo che i sistemi automatizzati prendano il sopravvento in settori strategici quali cybersicurezza, aerospazio e difesa, sanità, trasporti, energia e finanza”.
    Il progetto, presentato presso la sede di rappresentanza in Italia dell’Unione europea a Roma è nato da un accordo quadro di collaborazione scientifica tra il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e la Fondazione Aises-Spes Academy. “ConnectED Mind – ha spiegato la fondazione – mette a disposizione dei decision maker strumenti avanzati per contrastare disinformazione, minacce ibride e automatismi opachi dell’intelligenza artificiale che, se non governati, possono alterare il giudizio umano e compromettere scelte ad alto impatto in scenari complessi.
    L’infrastruttura della startup opera come un “ecosistema integrato uomo-macchina, in cui formazione avanzata, soluzioni tecnologiche e consulenza strategica si alimentano reciprocamente”. Secondo il presidente di Fondazione Aises e direttore di Spes Academy Valerio De Luca “la vera frontiera della sicurezza nazionale non è più solo fisica o digitale, ma cognitiva. Riguarda la capacità di pensare, interpretare e decidere in modo indipendente”.
    Nel corso della presentazione è intervenuto anche il responsabile delle relazioni istituzionali del Parlamento europeo in Italia Fabrizio Spada, che ha sottolineato che per l’Unione europea è importante confrontarsi con un trasformazione tecnologica sempre più rapide e con un contesto geopolitico sempre più “instabile e competitivo”. “Le minacce alla sicurezza, alla stabilità economica e alla tenuta democratica non si manifestano più soltanto nei domini tradizionali – ha spiegato Spada -. Accanto alla dimensione fisica e digitale si è affermata una dimensione cognitiva, nella quale si giocano la qualità dell’informazione, la capacità di interpretare la realtà e l’efficacia dei processi decisionali”.
    “È una sfida che ci riguarda – ha sottolineato Spada -.
    Disinformazione, interferenze ibride, manipolazione dei flussi informativi, utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, incidono direttamente sul modo in cui i governi, imprese e cittadini comprendono contesti complessi e assumono decisioni”.
    Sia l’Unione Europea sia la Nato, infatti, riconoscono il dominio cognitivo come il nuovo campo di confronto strategico globale. “La superiorità – ha spiegato la fondazione Aises – non si misura più soltanto nella forza militare o nella disponibilità di tecnologie avanzate, ma nella capacità di trasformare dati in conoscenza, e conoscenza in decisioni tempestive, lucide e responsabili”. 

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