Continua la guerra dei treni, una guerra nella guerra combattuta a colpi di droni e sabotaggi. Questa mattina le forze russe hanno colpito un treno fermo sul binario della stazione ferroviaria di Dnipro, uccidendo almeno 13 persone e ferendone almeno altre cinque. Un attacco che il presidente ucraino Zelensky ha definito “una strage, l’ultima di una serie seguita all’alleggerimento delle sanzioni americane a Mosca”. Ma non solo Dnipro è stata presa pesantemente di mira nelle ultime ore dalle forze russe: vittime anche a Poltava e Chernihiv, mentre a Kharkiv è stata colpita una scuola. Mentre Mosca riferisce che nella notte sarebbero stati ben 1.214 i droni abbattuti su diverse regioni russe.
Intanto, in vista del possibile tavolo a tre, Russia, Ucraina e Stati Uniti, ad Abu Dhabi, che il presidente Zelensky ha detto potrebbero tenersi il 10 novembre, anche se Mosca ha condizionato la conferma della data al comportamento di Kiev, leggi attacchi, durante le celebrazioni per la Giornata dell’unità nazionale, il 4 novembre.
Ma sul trilaterale la Russia ha ribadito il suo no alla partecipazione dell’Unione europea.
Infine, per fortuna, la tregua concordata tra ucraini e russi per Oleshky sta reggendo e domani dovrebbero essere consegnati i primi aiuti.
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