(Adnkronos) – Il Gran Premio di Singapore sarà una delle prove più dure dell’intero calendario di Formula 1, ma nel fine settimana di Marina Bay le insidie potrebbero non limitarsi alle caratteristiche del tracciato e alle condizioni climatiche. Il motivo? A complicare il quadro, c’è il peggioramento della qualità dell’aria nel Sud-est asiatico causato dai violenti incendi in Indonesia, le cui conseguenze si sono già fatte sentire in Malesia. La presenza della foschia aggiunge così un’ulteriore variabile da tenere in considerazione in un contesto già molto impegnativo per il Circus.
L’emergenza ambientale nel Sud-est asiatico continua ad aggravarsi e, dopo la Malesia, anche Singapore deve fare così i conti con gli effetti del fenomeno ‘Haze’. Sì, perché a provocare la coltre di fumo che avvolge la città-stato sono gli incendi divampati in Indonesia, alimentati dalla siccità e spesso riconducibili alla combustione di terreni destinati alle attività agricole. Il risultato è un sensibile deterioramento della qualità dell’aria, con un indice di inquinamento oltre la soglia di 170 e una visibilità sempre più compromessa.
Le elevate concentrazioni di sostanze inquinanti rappresentano inoltre una concreta minaccia per la salute, soprattutto a livello respiratorio.
La foschia che avvolge Singapore sta avendo ripercussioni anche sulla salute, con irritazioni agli occhi e disturbi respiratori segnalati da chi si trova all’aperto. Di conseguenza – per limitare i rischi legati all’inquinamento – le autorità hanno rafforzato le misure di prevenzione, raccomandando di ridurre le attività esterne e di privilegiare gli ambienti chiusi. Una situazione da monitorare con attenzione anche in vista del Gran Premio di Formula 1 a Marina Bay, dove alle difficoltà legate al caldo e all’elevata umidità si aggiunge ora una nuova (e pericolosa) incognita.
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