(Adnkronos) – “Rivolgo un cordiale saluto alle Autorità dei Paesi partecipanti, ai rappresentanti delle istituzioni europee e delle organizzazioni internazionali convenuti oggi presso la Comunità di San Patrignano e, insieme a loro, agli operatori, a quanti hanno intrapreso qui un percorso di recupero e sono oggi presenti con le rispettive famiglie. La prevenzione, la cura, il reinserimento figurano da tempo tra gli impegni assunti in ambito europeo e multilaterale rispetto a un tema, quello delle dipendenze, di stringente attualità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato per l’apertura della riunione Ecad a San Patrignano.
“È significativo che tanti Paesi e istituzioni abbiano scelto di riunirsi su iniziativa di Italia e Francia, per confrontarsi, rispondendo a una sfida che investe salute pubblica, coesione delle nostre società, sicurezza, qualità stessa della convivenza democratica”, ha aggiunto il capo dello Stato, “le reti criminali che organizzano il traffico di stupefacenti non conoscono confini. Contrastarle con rigore è dovere di ogni Stato e dell’intera comunità internazionale. La domanda di queste sostanze nasce, come altre forme di dipendenza – dall’alcolismo alle ludopatie, alle nuove dipendenze digitali – nel disagio sociale, nell’isolamento, nel timore del futuro, specie tra le generazioni più giovani”.
“Nessun sistema nazionale, per quanto efficace, basta a sé stesso – ha continuato il capo dello Stato -. Cooperare tra Paesi significa anzitutto consolidare un impegno comune, costante e duraturo come quello che caratterizza questo luogo. Qui, come in tante comunità terapeutiche, nei servizi pubblici, nelle associazioni di volontariato che in Europa operano accanto alle scuole e alle famiglie, avviene un lavoro di recupero praticato quotidianamente, con il lavoro, la formazione, la solidarietà e la pazienza di chi accompagna in un percorso difficile”.
“La riconoscenza della Repubblica va a quanti in Italia e all’estero sono impegnati in questa opera preziosa così come nella cooperazione internazionale nel contrasto al traffico di droga e agli altri fenomeni criminali. Con questi auspici formulo a tutti i partecipanti i migliori auguri di buon lavoro”, conclude Mattarella.
“Noi abbiamo il dovere di mettere in campo tutta la nostra determinazione per combattere ogni droga e per stroncare quei traffici illegali che alimentano le dipendenze e rendono schiave le persone per soldi. Siamo” a San Patrignano “per questo. Poco più di un anno fa Copenaghen, Italia e Francia – e voglio chiaramente mandare il mio, il vostro saluto anche al presidente Emmanuel Macron che ringrazio -, hanno proposto ai partner della Comunità politica europea di dare vita alla Coalizione europea contro le droghe. Non una dichiarazione di intenti come tante se ne sottoscrivono, ma una piattaforma operativa che aveva un obiettivo chiaro: contrastare con ogni mezzo una minaccia che non conosce confini e che nessuna nazione può efficacemente combattere da sola. La risposta dei nostri partner è stata molto incoraggiante e oggi la coalizione può contare sull’adesione e sul contributo di ben 35 nazioni”, , sono state invece le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo i lavori della riunione a San Patrignano.
“Poi sei mesi fa – prosegue la premier – ci siamo rivisti a Yerevan in Armenia e in quell’occasione abbiamo definito insieme le tre direttrici di intervento sulle quali avremmo concentrato i nostri sforzi. La prima è la lotta ai traffici, a partire da quelli via mare dove passa circa l’80% delle droghe che entrano illegalmente in Europa, abbiamo deciso di rafforzare la sicurezza dei porti, di coordinare al meglio la nostra presenza in mare e anche contro i nuovi mezzi dei trafficanti. La seconda direttrice è l’aggressione ai patrimoni dei trafficanti, seguendo la geniale intuizione di due straordinari magistrati italiani Antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che ci hanno insegnato che se puoi sconfiggere un’organizzazione criminale la prima cosa che devi fare è ‘follow the money’, ossia devi seguire i soldi, tracciare il flusso di denaro e quindi più sequestri, confischi e maggiore cooperazione finanziaria anche sulle criptovalute. Il terzo pilastro del nostro impegno è quello che ci ha portato qui oggi, è quello legato alle politiche di prevenzione, di cura e di recupero perché anche in tema di droghe noi ci troviamo di fronte a un cambiamento d’epoca, le droghe di oggi non sono più quelle di 30, 40, 50 anni fa quando un grande italiano come Vincenzo Muccioli ha fondato con generosità e coraggio questa realtà”.
“Le droghe di oggi sono molto diverse. Sono più potenti, più economiche, più accessibili, in alcuni casi sono anche socialmente accettate, le sostanze sintetiche cambiano molto più velocemente di quanto le nostre norme riescano a fare per inseguirle”, ha spiegato la premier, “grazie all’intelligenza artificiale nuove molecole droganti vengono immesse sul mercato, fruiscono di un tempo di libera circolazione prima che vengano intercettate dalle forze di polizia, catalogate come stupefacenti, inserite nella tabella che le rende illecite, i derivati della cannabis che qualcuno si ostina ancora irresponsabilmente a definire droghe leggere hanno una percentuale di thc, cioè di principio attivo, in media 30 volte più alto rispetto a quello di qualche decennio fa, e si abbassa sempre di più l’età del primo consumo e la diffusione tra i minori è endemica”.
“L’Italia” sta “valorizzando le esperienze più riuscite e le migliori pratiche, che oggi siamo qui per mettere a disposizione di tutti i nostri partner. Abbiamo assicurato al sistema nazionale contro le dipendenze le risorse più consistenti di sempre, oltre 210 milioni di euro solamente nel 2026, questo ci ha consentito di assumere nuovo personale nei servizi pubblici, sostenere concretamente le comunità terapeutiche, garantire a chi chiede aiuto la libertà di scegliere il percorso più adatto a quella persona anche quando è lontano da casa, abbiamo rafforzato il sistema nazionale di allerta rapida sulle droghe che individua le nuove sostanze, i modelli di consumo prima che diventino un’emergenza, segnala alle strutture competenti le informazioni fondamentali per reagire”.
“Due anni fa alle Nazioni unite abbiamo offerto ai nostri partner la possibilità di condividere questa esperienza e un mese fa insieme all’Agenzia europea sulle droghe abbiamo accolto a Roma esperti di sette nazioni partner per condividere questo modello – aggiunge la premier -. Prevenire significa anche sapere agire prima che un pericolo esploda ed è questa la ragione per cui voglio ricordare anche che siamo stati i primi in Europa a definire un piano nazionale contro l’uso improprio di fentanyl e degli oppioidi sintetici. Abbiamo informato, formato gli operatori, reso disponibili gli antidoti e oggi rafforziamo i controlli anche sulla custodia di queste sostanze soprattutto negli ospedali, nelle strutture sanitarie perché non finiscano nei circuiti illegali per trasformare in zombie migliaia di persone”.
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