(Adnkronos) –
Matteo Renzi voterebbe Elly Schlein e non Giuseppe Conte alle primarie del centrosinistra. Il leader di Italia viva avverte la coalizione: senza i centristi, alle elezioni non si vince. “Il campo largo è composto da Pd, Avs e M5S. Basta. Noi non ci siamo, non ne facciamo parte. Il campo largo perde perché Pd, Avs e M5S tutti insieme non arrivano al 40%: se vogliono vincere, hanno bisogno di fare una cosa più larga del campo largo: si chiama centrosinistra. Hanno bisogno anche di una forza riformista, centrista, garantista. Tutte cose che Italia viva-Casa Riformista possono portare. Se stiamo in maggioranza si vince, se non ci stiamo no”, dice Renzi parlando con i giornalisti a margine della Festa dell’Ottimismo del quotidiano ‘Il Foglio’.
“La mia impressione è che le primarie si faranno e saranno gli elettori a decidere chi deve essere il capo del centrosinistra – aggiunge Renzi – Chi sarà il prossimo presidente del Consiglio? Se il centrosinistra non litiga troppo, chi vincerà le primarie. Chi voto alle primarie? Si vota chi è meno lontano. Quindi tra Schlein e Conte è evidente che voto con due mani Schlein. Di fronte a questo governo, dove la Meloni ha perso l’occasione storica di guidare il cambiamento in Europa, credo sia un mio dovere civile costruire le condizioni di un centrosinistra in grado di vincere. Se lo vogliono fare noi ci saremo, se il centrosinistra vuole perdere lo farà ‘not in my name'”.
Per Chiara Appendino, esponente del M5S, “Renzi toglie più voti di quanti ne porti. E allora le dico che a volte mettere un veto è un atto di coraggio necessario per costruire un’alternativa forte e credibile”. La risposta dell’ex presidente del Consiglio è perentoria: “Non candideremo persone come Chiara Appendino che sono state condannate con sentenza passata in giudicato. Una cosa è il garantismo, altro è farsi fare la morale da persone pregiudicate con condanne passate in giudicato. “Farsi fare la morale dai pregiudicati? Anche no, grazie! Io voglio che il centrosinistra vinca. Ma per vincere servono i voti dei cittadini, non i veti dei condannati”.
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